Articolo 13

MacArthur godeva del pieno appoggio di Washington e di vasti poteri; incontrò anche di persona Hirohito ed ebbe quasi carta bianca per la democratizzazione, demilitarizzazione e deindustrializzazione del Giappone. Le forze armate imperiali furono smobilitate e sciolte, fu intrapresa una massiccia epurazione di istituzioni e burocrazia, ma l’impalcatura imperiale fu tenuta in essere e lo stesso Hirohito rimase sul trono, previa la negazione della sua natura divina; nel 1947 entrò in vigore una nuova Costituzione del Giappone, ispirata a quella statunitense che, oltre a inglobare i provvedimenti già attivati, garantì i diritti fondamentali, il suffragio universale, la parità dei sessi, separò lo Stato dallo shintoismo e dichiarò nell’articolo 9 la «rinuncia alla guerra come diritto sovrano della nazione».

Nel 1948 si concluse anche il controverso processo di Tokyo: infatti gli occupanti statunitensi fecero in modo di escludere sia Hirohito sia la famiglia imperiale dal procedimento (contro il parere anche di alcuni giapponesi) e, persino, insabbiarono la vicenda dell’Unità 731 in cambio dei risultati ottenuti dagli scienziati nipponici con anni di esperimenti su cavie umane. In ambito economico, già alla fine del 1945, iniziò lo smantellamento degli zaibatsu, la requisizione di macchinari e nel 1947 fu varata una legge antimonopolio. Fu poi introdotta una vasta riforma agraria che favorì i piccoli proprietari e altre norme riconobbero i diritti dei lavoratori, fecero rinascere i sindacati e, soprattutto, i partiti (nel 1940 erano tutti confluiti nel Taisei Yokusankai).

Tra le nuove formazioni si segnalarono il Partito democratico e il Partito liberale di Shigeru Yoshida che, nel 1955, li fuse in un Partito liberaldemocratico (PLD) che avrebbe monopolizzato l’esecutivo giapponese nei decenni successivi. Yoshida si allineò a un’opera di censura dello SCAP nell’ambito dell’istruzione e fu d’accordo con la proibizione di un grande sciopero previsto nell’aprile 1947, impedito da MacArthur perché capeggiato dal leader di sinistra Yashirō Ii.

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