Ashikaga Yoshimitsu fu l’ultimo del casato che seppe tenere a bada i nobili: fu lui a inventare per sé la figura di “shōgun in ritiro” e a riallacciare stabili relazioni con l’Impero cinese Ming, proclamandosene suddito. Inoltre sotto gli Ashikaga l’agricoltura migliorò tecniche e sementi e garantì derrate alimentari regolari; ma il XV secolo fu segnato dall’anarchia. Infatti dalla morte di Yoshimitsu (1408) lo shogunato fu marginalizzato dalle numerose famiglie escluse dalla corte che presero il controllo delle terre loro affidate, tennero per sé le rendite e costituirono propri eserciti di samurai; i capofamiglia divennero noti come daimyō e ben presto scatenarono un terribile conflitto, la guerra Ōnin (1467-1477). S’inaugurò così il sanguinoso periodo Sengoku, durante il quale si ebbero l’arrivo degli europei e l’introduzione in gran numero delle armi da fuoco. Il caos imperante e la frammentazione politica fornirono lo spunto per la formazione del teatro tragico nō e per la sistemazione organica del bushido (forte fu l’apporto del pensiero zen), ma fecero anche emergere Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu.[23]
Oda era uno stratega feroce e di grande acume che, dal piccolo dominio di famiglia a Owari, occupò buona parte del Giappone di allora cogliendo una serie di grandi vittorie, come quella di Nagashino (1575), le quali furono possibili grazie anche all’impiego massiccio di armi da fuoco. Conquistò Kyoto in nome degli Ashikaga ormai al crepuscolo, tanto che riuscì a mettere da parte l’ultimo shōgun Ashikaga Yoshiaki, e si costruì il sontuoso castello di Azuchi; si occupò anche di sterminare il clero buddhista per distruggerne il potere temporale. Tra gli altri provvedimenti lanciò l’unificazione di pesi e misure e ordinò un inventario di tutte le armi nel paese, allo scopo di confiscarle. I suoi piani di conquista integrale del paese terminarono però nel 1582 con il tradimento dei suoi generali e il suo suicidio.[24] La sua eredità fu raccolta da Toyotomi, divenuto da soldato uno degli ufficiali più abili di Oda. Egli sconfisse i traditori, si fece elargire le cariche di kanpaku e taikō, piazzando sotto il proprio controllo il piccolo Oda Hidenobu; sconfisse quindi i troppo autonomi daimyō Shimazu del dominio di Satsuma e stipulò un’alleanza con il potente clan Mōri.

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